Chi siamo veramente?

Chi siamo veramente?
La chiamiamo Coscienza (con la C grande), ma non nel senso di essere cosciente di qualcosa.
C’è una Coscienza che viene prima di essere cosciente, ed è lo sfondo che permette all’io cosciente di fare esperienza.
Un po’ come la tela in cui sarà dipinta l’opera, o lo schermo in cui viene proiettato il film.
Ecco perché facilmente ci scambiamo per l’attore principale.

Quando la Coscienza non si specchia in sé stessa non si ‘sdoppia‘ nell’apparente dualismo che conosciamo, e quindi ritorna al suo riposo.
È uno stato molto simile al sonno profondo, senza sogni, tempo, spazio e memoria.
Quando si dice che io e tu siamo Uno, o la stessa Coscienza, è proprio questo il senso.
Essa sperimenta sé stessa attraverso tutte le forme. Queste ultime, se si dimenticano chi sono (la Coscienza) temeranno la morte e vivranno nell’apparente dualismo.

L‘amore è scoprire che siamo questa Coscienza, che è l’origine di ogni separazione, differenza e distinzione.

L’ego è proprio l’idea di essere questo corpo e questa mente, e di essere di conseguenza confinato in essi.
Questa sensazione di contrazione crea una vita di continuo bisogno di compensazione, nel senso che l’ego cercherà questa completezza nelle esperienze esterne e nell’accumulare.
Se l’ego (la forma) non realizza chi è veramente, cercherà in tutti i modi di trovarsi in qualcosa che appare come sicuro e stabile, ma è un modo per fuggire dalla verità.
La Coscienza, essendo l’origine, non necessita di completarsi. È già completa così. L’ego, invece, è come una goccia che cerca l’acqua perché si crede qualcos’altro.

La spiritualità, quella vera, mira allo scoprire l’ignoranza del credersi questo corpo e questa mente. Non ha niente a che fare con l’acquisire delle capacità o al risolvere i propri capricci familiari e sentimentali.
L’ego può solo risolvere un problema per poi crearne un’altro, perché egli necessita di problemi per sentirsi vivo.
L’esperienza più intima che si può fare è rimuovere l’ignoranza con l’auto indagine, e procedere finché non si è certi di essere questa Coscienza al di fuori del tempo e dello spazio. Tutto il resto non è che un lucidare la prigione.

In ogni caso non c’è nulla da temere perché sarà la saggezza della vita a condurre nella direzione della verità, ammesso che si voglia davvero la verità e non una gradevole bugia.
Qualche altra forma ci verrà in aiuto affinché ci ricorderà chi siamo veramente. Un po’ come se fossimo in un sogno e qualcuno che incontriamo ci dice che stiamo sognando.

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