La strada per la verità

R: La strada per la verità è paradossale.
La linearità del pensiero non può entrarci.

D: La strada per la verità… allora è un percorso. Se si dice che non c’è alcun percorso, è fuorviante.

R: Ti faccio una domanda: dimmi una parola che non ha opposti.

D: Non esiste, almeno credo.

R: Non esiste.
Ora come fai a parlare di una cosa che non esiste?
Dovresti tacere.
Ma anche quando fai silenzio pensi a qualcosa.
Anche quando dici ‘io non so niente’ lo stesso sapere di non sapere è sapere.
Dunque finché respiriamo, finché l’aria entra ed esce, crea due movimenti apparentemente opposti.
Al centro tra aria che entra ed esce, tra passività e attività, tra bugia e verità, c’è qualcosa che non può essere definitivo e testimonia i due opposti.
Questo è quello che viene definito Tao ed è la verità ultima di cui non si può parlare, ma si può indicare.
Per indicarla non si può fare a meno che usare gli strumenti che abbiamo, che solo in apparenza sono contraddittori.
E’ anche però vero che non solo chi ascolta confonde il dito per la luna, ma spesso anche chi passa questo messaggio. 
Dice: “guarda il mio dito!” oppure “guarda la luna” ma nel frattempo indica a casaccio e non sa dove si trova.
Pensa a cosa succede se chi trasmette questo messaggio è confuso e crede di sapere, dal momento che già è difficile parlarne di per sé.


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