Liberarsi dal passato

D: Ancora il passato mi fa star male. Non capisco come si possa parlare di lasciar andare la propria storia personale. Tu come la vivi?

R: Quando guardo una foto del passato, mi emoziono, sapendo però che colui che sta guardando non è più quella stessa persona.
Non sono nemmeno più la persona di un secondo fa.
Ma è chiaro che qualcosa si attiva, e a volte anche con una certa forza, proprio perché non ci sono più barriere né rimpianti.


Tutto è andato com’è andato.


Quando ripenso al passato, nessuno sta in realtà pensando. E’ una reazione ad uno stimolo: vedo una foto, un oggetto, ascolto una melodia.
Lo guardo con tenerezza, come se fosse la vita di un’altra persona; Di fatto è la vita di un’altra persona.
E’ l’idea di continuità di questo ‘io’ a far soffrire, non il passato. Non è del passato che ci dobbiamo liberare, ma dell’assurda idea di essere questa persona a cui sono capitate queste cose e che è un po’ diversa.
E’ come ripensare ad un sogno, quel ‘me’ che era nel sogno non è lo stesso che ci sta ripensando.


Quando arriva l’emozione di nostalgia, questa non crea problemi, anzi, è vissuta con mistero e gioia. Non significa che ci mettiamo a saltellare, magari scende qualche lacrima, ma non ha alcuna importanza e non c’è niente che non vada in questo.
Se si parla di liberarsi dal passato normalmente si crede che accade qualcosa come perdere la memoria. In quel caso un trauma cranico forse può risolvere il problema, ma ne crea giusto un altro.
Non ci si libera da niente, si è già liberi. La vita è anche questo. Un gioco misterioso fatto di emozioni che sono vissute con rifiuto solo quando le prendiamo personalmente.
Non c’è niente di personale nel proprio passato.

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