Puoi parlare dell’invidia?

D: Puoi parlare dell’invidia?

R: Scambieresti la tua vita con quella di qualcun altro?
Risponderesti di sì soltanto perché conosci un frammento dell’altra vita. 
Se potessi vedere tutti gli aspetti dell’altra persona, non lo faresti.

D: E’ chiaro che, però, si invidiano solo alcuni aspetti.

R: E che senso ha? Devi prendere o lasciare tutto. 
E’ troppo facile dire “vorrei quello ma non quell’altro”.
No. Se invidi qualcuno devi invidiarlo completamente. 
L’invidia può esistere solo a pezzetti. Quando invidi totalmente ti rendi conto che è una cosa completamente senza senso. Scopri che la persona per cui provi invidia soffre come te e magari invidia qualcun altro. Ti rendi conto che nessuna vita è perfetta, e che quello che vedi è solo la facciata che vuoi vedere o che vogliono farti vedere.

D: Tu non provi invidia per nessuno?

R: Io chi? Ci sono dei pensieri che ogni tanto passano e creano desideri inarrivabili. Li lascio perdere, non gli do conto. Un’altra cosa che possiamo scoprire è che ci intestardiamo tentando di diventare come gli altri. L’unica cosa che possiamo fare è trasformare l’invidia in ammirazione. Se, nel tuo campo, vedi qualcuno più avanti di te, allora questo è un monito a fare meglio. Grazie a lui tu puoi migliorare. Se non è il tuo campo è inutile insistere. In palestra incontri tanta gente potenzialmente intelligente che vuole diventare un imbecille muscoloso come l’amico. Non hanno né la voglia né la struttura. Se si impegnassero a seguire ciò che davvero desiderano si renderebbero conto che possono dare tanto ma in tutt’altra direzione. Ognuno di noi è una fonte creativa unica e irripetibile se solo la smettesse di andare nella direzione opposta a quello che sente.
Quindi si ammira e basta. E cosa si può ammirare? La passione. 
Quando c’è passione ogni ostacolo diventa un gradino.

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