Riflessioni sul presente, di D. Cronenberg

Bisogna riflettere sull’arte di produrre capitali.
I greci usano una parola Chrimatistikos, ma va usata con maggiore elasticità. Va adattata alla situazione attuale, perché è cambiato il significato di denaro.
I grandi capitali esistono solo fine a sé stessi; non c’è nessun altro tipo di ricchezza. Ormai il denaro ha perso la sua forza narrativa, come l’ha persa la pittura tanto tempo fa. Parla a sé stesso, ormai.
E questa macchina, che io adoro; la luce dei monitor, io adoro i monitor: è la luce del cyber-capitale, radioso e accattivante. Io non ci capisco nulla. Non si ferma mai? Non rallenta? Certo che no. Perché dovrebbe? È fantastico. Ma tu sai quanto io diventi sfrontata di fronte a tutto ciò che si auto-definisce “idea”.
L’idea è tempo, è vivere nel futuro. Guarda quei numeri che scorrono: mettono in moto il tempo. Una volta invece era il contrario. Gli orologi hanno accelerato l’ascesa del capitalismo, la gente ha smesso di pensare all’eternità e si è concentrata sulle ore, quantificando le ore; ma ore lavoro, per rendere più efficiente il lavoro. È il cyber-capitale che crea il futuro.
Tu sai quanto è il valore di un nanosecondo?

È dieci alla meno nove.

E quanto sarebbe?

Un miliardesimo di secondo.

Il concetto non lo afferro… Ma questo mi dimostra quanta precisione sia necessaria per misurare il mondo intorno a noi.

Esistono gli zeptosecondi.

Bene, perfetto.

Gli ioctosecondi. Un settilionesimo di secondo.

Perché il tempo è un bene aziendale oggi. Appartiene al sistema del libero mercato.
Il presente è più difficile da trovare; lo stanno risucchiando fuori dal mondo per far posto a un futuro di mercati incontrollati ed enormi potenziali di investimento.
Il futuro diventa insistente. Ecco perché presto accadrà qualcosa, forse oggi stesso, per correggere l’accelerazione del tempo, e per riportare la natura alla normalità.
Afferra il concetto: più è visionaria l’idea, più persone rimangono indietro. Questo è il motivo della protesta: illusioni di tecnologia e ricchezza, la forza del cyber-capitale che spedirà la gente a vomitare e a morire nelle fogne.
Sai qual è il difetto della razionalità umana?

Qual è?

Finge di non vedere l’orrore e la morte con cui si concludono le sue macchinazioni.
Questa è una protesta contro il futuro. Vogliono tenere a distanza il futuro, vogliono normalizzarlo, impedirgli di far sparire il presente.
Il futuro è sempre integro, e immutabile, nel futuro saremo tutti alti e felici; ecco perché il futuro è destinato a fallire, non sarà mai il luogo crudele e felice in cui vogliamo trasformarlo.
Che succederebbe se sapessero che qui dentro c’è il capo della Packer Capital? Sai cos’hanno sempre sostenuto gli anarchici?

Sì.

Dimmelo.

La carica distruttiva è creativa.

Questo è ciò che il pensiero capitalista sostiene: distruzione forzata. La vecchia industria va rigorosamente eliminata, i nuovi mercati vanno rivendicati con forza, e i vecchi mercati vanno sfruttati nuovamente: distruggere il passato per creare il futuro.
È una cosa tipica del genio.Il genio altera il proprio habitat. La tecnologia è essenziale per la civiltà perché ci permette di plasmare il nostro destino. Non ci servono più Dio, né i miracoli, né il volo del calabrone ma è anche molto oscura e incontrollabile. Può andare in qualsiasi direzione.

Ma… ma prima hai detto che il futuro sta diventando impaziente, ci incalza.

Quella è la Teoria. Io mi occupo di Teoria. Sono il tuo consulente di Teoria. Non è originale.

Ehi, cos’è originale? Lui l’ha fatto, no?

È un’appropriazione.

Ha buttato un cerino sulla benzina.

Tutti quei monaci vietnamiti, uno dopo l’altro, nella posizione del loto.

Immagina la sofferenza. Concentrati. Provaci.

Immolati per tutta l’eternità.

Per dire qualcosa. Per far pensare la gente.

Non è originale.

Tratto dal film “Cosmopolis” di David Cronenberg, 2012.

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